Allettamento
È il letto di posa della pavimentazione, posto sopra il sottofondo e di tipi differenti, a seconda se la pavimentazione è interna o esterna.
Per le pavimentazioni esterne il sistema di allettamento, qualitativamente migliore, è costituito da granello di pietra frantumata di Ø 3-6 mm, di forma poliedrica, lavato e selezionato. Questo tipo di sabbia, oltre a dare grande stabilità al pavimento dopo la battitura, consente un effetto drenante in presenza di acqua sia durante che dopo la posa.
Alternativamente a questo tipo di frantumato si può usare il sabbione di Ø 0-6 mm pulito e privo di parti terrose. La sabbia usata per lo strato di
allettamento può essere miscelata con cemento a secco indi kg 150 per m3 di sabbia allo scopo di evitare cali.
Per pavimentazioni interne, in particolare per cubetti da lucidare in opera, lo strato di allettamento deve essere composto da sabbia e cemento miscelati a secco in ragione di kg 400 di cemento per m3 di sabbia. Considerando che lo spessore del letto di sabbia, per effetto delle operazioni di posa(bagnatura e battitura), subirà una riduzione di circa 2 cm, il suo spessore sarà compreso tra i 6 e gli 8 cm a seconda dell’altezza dell’elemento costruttivo. Nella tabella sono riportati gli spessori ottimali, a battitura avvenuta, in funzione della pezzatura dei cubetti.
In fase di progettazione si dovrà quindi sempre pensare che il pavimento finito sarà costituito dallo spessore del prodotto utilizzato più 4/5 cm di sabbia pressata.
Battitura
A posa ultimata, utilizzando appositi spazzoloni, la superficie verrà ripulita e tutti gli spazi rimasti tra un elemento e l’altro riempiti con sabbia (possibilmente di porfido) o sabbia mista a cemento. Si procederà quindi alla battitura atta a comprimere i singoli pezzi nello strato di allettamento fino alla loro collocazione definitiva e quindi alla perfetta parificazione del piano.
Questa fase di lavorazione viene eseguita manualmente utilizzando un particolare pestello in ferro o piastre vibranti.
La pavimentazione deve subire almeno due passaggi di battitura, in due direzioni ortogonali tra loro, preceduti da un getto d’acqua controllato per rendere lo strato di allettamento più costipabile e agevolare il definitivo assestamento del pavimento.
Nelle pose solo in sabbia la superficie è annaffiata abbondantemente , dopo aver effettuato un primo passaggio di battitura e procedere con il secondo passaggio. Nelle pose in sabbia e cemento si deve limitare la quantità di acqua e successivamente procedere alla seconda battitura. Al termine è necessario lavare bene il pavimento asportando il residuo di cemento rimasto in superficie. In questa fase della posa è ancora possibile porre rimedio ad eventuali difetti e sostituire i pezzi rotti o deteriorati.
Sigillatura
L’ ultima fase di lavoro riguarda la sigillatura dei giunti tra gli elementi che viene eseguita possibilmente con materiale legante, in alcuni casi anche impermeabile, per limitare i danni dovuti all’infiltrazione dell’acqua (gelo, asporto della sabbia).
Tra i vari sistemi di sigillatura i più frequenti sono:
con sabbia, con boiacca cementizia, con boiacca mista a colla per interni.
La sigillatura con sabbia si ottiene spargendo sulla pavimentazione, dopo la battitura, uno strato di sabbia fine di Ø 0-4 mm,possibilmente
di porfido, cercando di riempire con l’aiuto di spazzoloni tutti gli interstizi. La sabbia dovrà rimanere stesa per almeno quindici giorni sulla pavimentazione, per consentire il completo intasamento delle fughe, dopo di che si può procedere all’asportazione della sabbia in eccesso. Tale tecnica permette un completo recupero del prodotto utilizzato nel caso di rimozione delle pavimentazioni per lavori di manutenzione, ma necessita di una maggiore cura nei lavori di manutenzione poiché la semplice sabbia può essere asportata per effetto di ruscellamento delle acque.
Per la sigillatura con boiacca di cemento è, innanzitutto, necessario verificare che durante la battitura le fughe tra un elemento e l’altro siano rimaste ribassate di 1,5-2 cm minimo.
In seguito si procede alla stesura della boiacca. Ottenuta miscelando in parti uguali sabbia fine (Ø 0-3 mm), acqua e cemento, con l’aiuto di spazzoloni in gomma si avrà cura di costipare completamente ogni fuga. Non appena inizia il processo di presa, è necessario pulire la superficie, rimuovendo con degli spazzoloni la boiacca in accesso con l’aiuto di getti d’acqua.
Per evitare che il cemento si depositi sulla superficie del porfido si può applicare, con l’aiuto di appositi rulli, un prodotto antiagrappante in modo che il cemento aderisca solamente alle fughe. Eventuali residui di cemento potranno essere rimossi cospargendo la superficie con segatura fine di legno, preventivamente bagnate, che verrà poi raccolta. Eventuali aloni di cemento possono essere rimossi con acido solforico miscelato con acqua oppure con prodotti acidi facilmente reperibili in commercio.
La sigillatura di cubetti posati in interni, da lucidare in opera, si esegue con una biacca costituita di una parte di sabbia al quarzo, 5 parti di cemento ed acqua e con l’aggiunta di colla tipo Vinavil in ragione di 6 kg per ogni 100 kg di cemento in estate e di 3-4 kg in inverno. Dopo aver verificato che le fughe in seguito alla battitura siano ribassate per almeno 2 cm, in modo da contenere una buona dose di boiacca, si copre la pavimentazione con questa miscela, saturando attentamente tutti gli interstizi.
Dopo che la boiacca ha fatto il suo ritiro non si deve pulire il pavimento con acqua, ma è sufficiente raschiare solo la boiacca superficiale e quindi si lascia asciugare il tutto il più lentamente possibile per almeno 15-20 giorni prima di procedere alla lucidatura.
Qualora la boiacca tendesse ad asciugarsi troppo rapidamente, nei primi giorni, è necessario inumidire con spruzzi d’ acqua la superficie 2-3 volte al giorno allo scopo di evitare il formarsi di minuscole crepe nei giunti. Durante la prima fase di lucidatura (sgrossatura) la boiacca verrà rimossa dalle macchine levigatrici fino a mettere in luce la pietra. |